TUTELA LEGALE · FRODI BANCARIE ONLINE

Hai subito una truffa bancaria
o un attacco di phishing?

La banca è tenuta a precisi obblighi di protezione e può essere chiamata a rimborsare le somme sottratte.
Assistiamo nella contestazione delle operazioni non autorizzate, nella predisposizione del reclamo all’istituto e nella presentazione del ricorso all’ABF.

Il fenomeno

Cos’è il phishing bancario

Il phishing è una forma di truffa informatica basata su tecniche di social engineering: il truffatore, utilizzando i riferimenti e le numerazioni ufficiali, si maschera da banca, istituto di pagamento o altro soggetto affidabile e induce la vittima a comunicare credenziali, dati personali o codici di sicurezza.

SMS, e-mail e telefonate truffaldine riproducono ormai le comunicazioni autentiche in modo quasi indistinguibile, tanto da ingannare anche utenti esperti e attenti. In Italia gli attacchi crescono di anno in anno e sottraggono ai risparmiatori centinaia di milioni di euro.

Aver subito un attacco non significa però aver necessariamente perso il proprio denaro. Banche e intermediari sono tenuti ad adottare misure di sicurezza adeguate e a informare correttamente il cliente. Qualora questi obblighi non vengano rispettati, l’operazione può essere contestata e le somme recuperate.

La banca deve rimborsare?

L’intermediario risponde secondo il canone di diligenza dell’accorto banchiere, ex art. 1176 comma 2 del codice civile, ed è obbligato a predisporre sistemi idonei a intercettare le operazioni anomale. Gli artt. 10 e 10-bis del D. Lgs. 11/2010 pongono a suo carico la prova che l’operazione fosse autenticata e che il cliente abbia agito con dolo o colpa grave.

Qualora la banca invochi la tua “negligenza” per negare il rimborso, è necessario verificare se ha davvero assolto ai propri obblighi di sicurezza e monitoraggio.

Tipologie di frode

Qual è il tuo caso?

Ci occupiamo di tutte le principali forme di frode bancaria online.

Phishing via SMS o e-mail

Hai ricevuto un messaggio apparentemente proveniente dalla tua banca, hai cliccato un link e inserito credenziali, OTP o altri codici di sicurezza.

  • Smishing (SMS fraudolento)
  • Phishing via e-mail
  • Link falsi a portali bancari
  • Furto di OTP e codici 2FA

Bonifici e home banking

Sul tuo conto corrente risultano bonifici – anche istantanei – o altre operazioni che non hai mai autorizzato, spesso per importi rilevanti verso conti sconosciuti.

  • Bonifici non autorizzati
  • Pagamenti e bonifici istantanei
  • Accesso abusivo al conto
  • Vishing e spoofing telefonico
  • SIM swap

Carte e wallet digitali

Hai riscontrato addebiti non riconosciuti sulla tua carta di credito, di debito o su un wallet digitale (PayPal, Satispay, Apple Pay, ecc.).

  • Addebiti su carta non autorizzati
  • Clonazione della carta
  • Wallet digitali compromessi
  • Acquisti online fraudolenti
Il nostro metodo

Come recuperiamo le somme sottratte

Un percorso strutturato in tre fasi, dalla verifica tecnica fino all’eventuale ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.

01

Verifica tecnica e giuridica

Analizziamo la documentazione, valutiamo gli eventuali profili di responsabilità della banca e le concrete probabilità di accoglimento, verificando il rispetto dell’autenticazione forte (SCA) e la presenza di anomalie che l’intermediario avrebbe dovuto rilevare.

02

Reclamo bancario formale

Predisponiamo in tempi rapidi un reclamo puntuale, documentato e conforme alla normativa vigente. La banca ha 15 giornate operative per rispondere. Valutiamo parallelamente la presentazione di denuncia-querela nei confronti dei responsabili.

03

Ricorso all’ABF

In caso di risposta negativa o silenzio, presentiamo ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) con richiesta di rimborso integrale. L’ABF è uno strumento efficace e rapido, alternativo all’instaurazione di un giudizio ordinario, con costi contenuti per il cliente.

Perché sceglierci

Esperti in diritto bancario e frodi digitali

Gli istituti di credito gestiscono migliaia di reclami per frodi informatiche e tendono sempre più spesso a negare il rimborso invocando la presunta “colpa” del cliente. Per recuperare le somme sottratte occorre una specifica conoscenza del diritto bancario, dei sistemi di pagamento e delle dinamiche delle frodi online.

Un reclamo generico o poco accurato aumenta il rischio di diniego da parte della banca, riducendo conseguentemente le possibilità di recupero delle somme sottratte.

Comprovata esperienza settoriale L’Avv. Edoardo Gloria si occupa da anni di tutela dei consumatori in materia di frodi bancarie, con competenza specifica sul diritto dei pagamenti digitali e nei procedimenti avanti all’Arbitro Bancario Finanziario.
Reclami tecnici e documentati La qualità del reclamo iniziale è determinante per l’esito della vicenda. Ogni istanza viene preparata con riferimenti normativi, giurisprudenza ABF e documentazione tecnica pertinente.
Fondatore di truffaphishing.com Portale punto di riferimento nazionale per le vittime di truffe informatiche. Aggiornamenti continui sulla materia, analisi del fenomeno e orientamenti dell’ABF.
Voce autorevole sul fenomeno L’Avv. Gloria viene costantemente interpellato da testate giornalistiche nazionali e regionali per analisi su truffe online, tutela dei consumatori e responsabilità degli intermediari.
Domande frequenti

Le risposte alle domande più comuni

La banca dice che è stata colpa mia e rifiuta il rimborso. Devo rassegnarmi?

No. La normativa sui servizi di pagamento (PSD2, D. Lgs. 11/2010) pone a carico della banca l’onere di provare che l’operazione è stata autenticata correttamente e che il cliente ha agito con dolo o colpa grave. Il semplice fatto di essere caduti in un inganno ben costruito non integra, di per sé, la colpa grave: molte decisioni dell’Arbitro Bancario Finanziario e dei giudici di merito hanno riconosciuto il rimborso anche a clienti che avevano comunicato i codici ai truffatori, quando la banca non aveva adottato tutte le misure di sicurezza richieste.

Quanto tempo ho per contestare l’operazione?

L’operazione non autorizzata va disconosciuta senza indugio non appena scoperta e, in ogni caso, entro 13 mesi dalla data dell’addebito. Prima ci si muove, però, più è facile ricostruire l’accaduto e bloccare eventuali somme ancora in transito: il nostro consiglio è di agire nei primi giorni.

Il bonifico l’ho disposto io, ingannato dai truffatori. Ho comunque diritto al rimborso?

Dipende dalle circostanze, ma spesso sì. Nei casi di vishing e spoofing – quando il truffatore chiama o scrive apparendo con il numero o il nome della banca – l’inganno è tale da viziare la volontà del cliente, e la giurisprudenza valorizza sempre più le anomalie che la banca avrebbe dovuto intercettare (destinatari mai utilizzati, importi inconsueti, operazioni geograficamente incongruenti). Ogni caso va però esaminato nel dettaglio ed è ciò che facciamo nella valutazione preliminare.

Che cos’è l’ABF e come funziona il ricorso?

L’Arbitro Bancario Finanziario è l’organismo di risoluzione delle controversie istituito presso la Banca d’Italia. La presentazione del ricorso comporta un contributo di attivazione di 20 euro, dovuto all’Arbitro e rimborsato in caso di accoglimento. La procedura non richiede udienze e si conclude in pochi mesi sulla base dei documenti. Le decisioni non sono vincolanti come una sentenza, ma gli intermediari vi si adeguano nella quasi totalità dei casi.

Ho già fatto denuncia alla Polizia Postale. Non basta?

La denuncia è importante e va fatta, ma serve ad attivare il procedimento penale contro i truffatori, che raramente porta al recupero delle somme. Il rimborso può essere ottenuto sul piano civilistico, facendo valere le eventuali responsabilità della banca per non aver predisposto le necessarie misure di sicurezza.

Quanto costa l’assistenza dello Studio?

La prima valutazione del caso è gratuita e senza impegno: esaminiamo la documentazione e valutiamo se vi sono concrete probabilità di rimborso. Qualora il cliente decida di procedere, riceverà un preventivo chiaro prima di ogni fase, senza sorprese.

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